mariateresa a bologna


BOLOGNA, PER ME PROVINCIALE, PARIGI MINORE…

Per il terzo anno, con le mie amiche, torniamo a Bologna.

E’ la nostra giornata spensierata.

Per loro negozi e naso all’insù a guardare i monumenti, per me una giornata di emozioni cercando Guccini.

Tutto a Bologna mi parla di lui, dalla stazione in poi io sento strofe di canzoni, riferimenti, ritornelli ...

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Amelia, Mariagrazia, Mariateresa e Ausialia

Quest’anno, poi ho letto il libro “Tango e gli altri” e sono ancor più attenta ai nomi di vicoli e vicolini.

Si arriva col treno di ottimo umore e cominciamo il giro dei negozi.

Una puntatina in Piazza maggiore, uno sguardo al Santo Petronio e una pizza in allegria.

Il pomeriggio è dedicato a me: dalle torri degli asinelli prendiamo per Via S.Vitale, giù lungo i portici freschi ed eccola lì

“appare a volte, magica e bella…”

l’insegna che indica Via Paolo Fabbri.

Io sono in completa fibrillazione. Scendiamo lungo la via sbirciando in fondo cercando la casa, ipotizzando se avremo o no la fortuna di vederlo.

Attraversiamo le rotaie e mi sento tanto “fra la via Emilia e l’West” (lo so che era Modena, ma lasciatemi sognare!).

E poi appare, come in un miraggio, il numero 43.

Le finestre sono chiuse.

La mia amica suona ugualmente il campanello. Io non potrei mai farlo. L’emozione mi toglie il fiato.

Non esce nessuno.

Arriva il barbiere Andrea che ci accoglie, ci intrattiene e ci consola.

Ci mostra una foto dove il Mito, seduto nel suo negozio avvolto nel mantello grigio, affida la sua famosa barba alle esperte mani del barbiere.

E le cartoline che la figlia Teresa, bambina, gli scriveva quando era in vacanza.

Ci indica la finestrina della fornita cantina del Maestro e ci spiega il connubio fra cantare e vino: più canta e più beve, più beve e più canta!

Poi ci invita a scrivere un bigliettino. Sarà sua cura consegnarlo nelle mani di Francesco.

Frastornate e accaldate ci sediamo sui sacri scalini e pensiamo a cosa scrivere.

Sicuramente una frase in rima.

Il primo scoglio è la rima con Pizzighettone.

La parola tardone viene calorosamente scartata.

Scegliamo stangone confidando nel fatto che al Mito farà sicuramente piacere sapere che 5 stangone erano accampate sui suoi gradini.

(la quinta è la fotografa Livia).

E poi, il barbiere Andrea, mica gli andrà a dire che ci aggiriamo tutte sul metro e mezzo…

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Le "stangone" di Pizzighettone: Mariagrazia, Mariateresa, Amelia e Ausialia.

Ma il Mito non è arrivato
e il sogno non si è avverato!
Se la fortuna ci aiuterà
l'anno prossimo si tornerà!


questo è il messaggio che gli abbiamo lasciato.

Consegno il messaggio al barbiere Andrea, ormai affaccendato nel suo negozio.

Un’ultima occhiata alla casa e ci allontaniamo.

Per me è stata una giornata meravigliosa.

Non abbiamo visto il Mito, ma la sua presenza è talmente forte che troneggiava anche in sua assenza.

Sedute su quei gradini, ad ascoltare il barbiere, a leggere i messaggi che altri, prima di noi, hanno scritto sul marciapiede, a salutare quei ragazzi che passavano e chiamavano il Guccio mi ha riempito l’anima, la mia sete si è calmata, mi sono riossigenata.

In attesa dell’anno prossimo.

Grazie alle mie squinternate amiche che mi hanno regalano questa giornata.

E grazie a Francesco Guccini che ha creato tutto questo.

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Amelia, Livia, Mariateresa e Ausialia

leggi anche il racconto di mariateresa a pavana

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